Dalla stratosfera agli abissi: Generation STEM continua il suo viaggio nella scienza
Dopo aver raggiunto oltre 30.000 metri di quota con una sonda stratosferica, gli studenti dell'IIS “Ciampini-Boccardo” di Novi Ligure si preparano a esplorare gli ambienti estremi del nostro pianeta. Un percorso internazionale che unisce elettronica, radiocomunicazioni, robotica, sostenibilità ambientale e nuove opportunità di dialogo scientifico attraverso le iniziative UNESCO.
Un viaggio che non si è concluso con il ritorno sulla Terra
Il 26 maggio 2026, dall'aeroporto “Eugenio Mossi” di Novi Ligure, un pallone stratosferico si sollevava lentamente verso il cielo, portando con sé la sonda Da Vinci Caelum, realizzata nell'ambito del progetto internazionale Touching the Sky. Dopo mesi di preparazione, verifiche e attività laboratoriali, studenti e docenti dell'IIS “Ciampini-Boccardo” vedevano concretizzarsi un'esperienza scientifica che avrebbe raggiunto la quota di 30.193 metri.
Ma ciò che considero più importante è quanto accaduto successivamente. Quell'esperienza non ha rappresentato la conclusione di un percorso. Al contrario, ha aperto nuovi interrogativi e nuove possibilità. Ci siamo chiesti: se siamo riusciti ad avvicinare gli studenti alla stratosfera, perché non accompagnarli anche alla scoperta degli altri ambienti estremi del nostro pianeta?
Da questa domanda è nata la nuova fase del progetto.
Generation STEM: Discovering Our Planet
Per l'anno scolastico 2026/2027, Touching the Sky si è evoluto in Generation STEM: Discovering Our Planet, un percorso interdisciplinare dedicato all'esplorazione degli ambienti estremi: dagli abissi oceanici alle regioni polari, mantenendo un collegamento con la ricerca spaziale.
Apparentemente, la stratosfera e le profondità oceaniche rappresentano due mondi completamente differenti. Eppure, dal punto di vista dell'elettronica e dell'ingegneria, pongono problemi sorprendentemente simili. Come possiamo acquisire informazioni da un ambiente che non possiamo raggiungere direttamente? Come possiamo controllare un'apparecchiatura distante dall'operatore? Come garantire il funzionamento dei sensori in condizioni di pressione, temperatura e sollecitazioni estreme? E soprattutto, come possiamo trasferire i dati raccolti per trasformarli in conoscenza?
Sono domande che accompagnano il lavoro quotidiano di ricercatori, tecnici e ingegneri, ma che possono diventare anche straordinarie opportunità didattiche. In questa nuova fase, gli studenti approfondiranno l'utilizzo dei microcontrollori, dei sensori e dei sistemi di acquisizione dati, affiancando alla programmazione le prime esperienze dedicate alla robotica subacquea.
Uno degli obiettivi è la realizzazione e la sperimentazione di piccoli veicoli ROV (Remotely Operated Vehicles), anche attraverso il percorso educativo SeaPerch. L'idea è semplice: partire dalle competenze apprese durante le lezioni di elettronica per comprendere come possano essere applicate a sistemi tecnologici utilizzati nell'esplorazione scientifica.
Dalla telemetria stratosferica alla comunicazione subacquea
Per una comunità come quella de La Radio nelle Scuole 4.0, questo passaggio presenta un interesse particolare. Il volo di una sonda stratosferica permette di affrontare questioni fondamentali legate alle radiocomunicazioni, al monitoraggio remoto, all'affidabilità dei sistemi elettronici e alla gestione dei dati.
Quando però ci spostiamo sott'acqua, lo scenario cambia radicalmente. L'acqua marina, per la sua conducibilità elettrica, attenua fortemente le onde radio, soprattutto alle frequenze normalmente utilizzate nei sistemi di comunicazione terrestri. Per questo, molti robot subacquei telecomandati utilizzano un collegamento via cavo con la superficie, mentre altre applicazioni ricorrono a sistemi acustici o, in particolari condizioni, ottici.
Cambiano dunque le soluzioni tecnologiche, ma rimane lo stesso problema fondamentale: trasmettere informazioni in modo affidabile da un ambiente remoto e difficile da raggiungere.
È proprio questo il filo conduttore che desideriamo proporre ai nostri studenti. Un sensore non è soltanto un componente elettronico da collegare a un microcontrollore. È uno strumento che permette di osservare un fenomeno fisico. Un sistema di comunicazione non è soltanto un insieme di circuiti e protocolli. È il mezzo attraverso il quale un'informazione può essere condivisa, interpretata e utilizzata.
In questa prospettiva, elettronica, informatica e telecomunicazioni diventano strumenti per comprendere il mondo, non semplicemente discipline da studiare separatamente.
Una rete internazionale che continua a crescere
Generation STEM ha mantenuto e ampliato una caratteristica fondamentale della sua esperienza originaria: la collaborazione internazionale.
Il percorso coinvolge l'IIS “Ciampini-Boccardo” di Novi Ligure, la Wallace High School di Stirling, in Scozia, e la realtà educativa di Learn Afghan, in Afghanistan. La scienza diventa così un linguaggio comune attraverso il quale studenti provenienti da contesti differenti possono confrontarsi, conoscersi e contribuire a un obiettivo condiviso.
Nel settembre 2026 abbiamo avuto il piacere di accogliere a Novi Ligure una delegazione di studenti e docenti scozzesi. Sono state giornate dedicate agli incontri, alle attività di laboratorio, alla conoscenza del territorio e allo scambio di esperienze.
La collaborazione non si esaurisce nelle visite reciproche. Desideriamo costruire attività scientifiche condivise, nelle quali ogni scuola possa offrire il proprio contributo. Nel frattempo, il progetto sta sviluppando contatti con università, centri di ricerca e organizzazioni impegnate nell'esplorazione degli oceani e degli ambienti estremi.
Tra gli ambiti che intendiamo approfondire figurano i grandi osservatori sottomarini, la robotica per l'esplorazione marina, gli habitat subacquei e le tecnologie necessarie alla ricerca in condizioni difficili.
Gli incontri con ricercatori ed esperti saranno affiancati da attività pratiche, affinché gli studenti possano collegare le conoscenze teoriche alle applicazioni reali.
Le opportunità UNESCO: la scienza come linguaggio universale
Accanto alle collaborazioni già avviate, si stanno aprendo nuove occasioni di partecipazione internazionale attraverso alcune iniziative promosse dall'UNESCO.
Tra queste assume particolare significato il Global Engagement Network for Science (GENS), una rete che mira a mettere in collegamento club scientifici e comunità educative di diversi Paesi, favorendo l'apprendimento delle discipline STEM, lo scambio di esperienze e il confronto tra giovani, insegnanti e ricercatori. Il 22 ottobre 2026, una rappresentanza dei nostri studenti ha partecipato all'incontro online Ask the Scientist, un'occasione per confrontarsi direttamente con il mondo della ricerca scientifica.
Per i ragazzi, prendere parte a iniziative di questo genere significa comprendere che la scienza non è qualcosa di distante, custodito esclusivamente nei laboratori universitari, ma una conoscenza in continua costruzione, alla quale è possibile avvicinarsi attraverso la curiosità, lo studio e il dialogo.
Abbiamo inoltre inviato un contributo per la newsletter della rete GENS, raccontando l'esperienza internazionale di Generation STEM e la collaborazione sviluppata con la scuola scozzese. Anche questo piccolo passo ha per noi un significato particolare: condividere un'esperienza nata in un istituto tecnico italiano con una comunità educativa internazionale, nella speranza che possa offrire spunti ad altre scuole e, allo stesso tempo, permetterci di conoscere percorsi differenti dal nostro.
Guardiamo inoltre con interesse alla possibilità di avviare il percorso di candidatura alla UNESCO Associated Schools Network (ASPnet), la rete delle scuole associate all'UNESCO, impegnata nella promozione della pace, della cittadinanza globale, del dialogo interculturale e dello sviluppo sostenibile.
Sono valori che ritroviamo nella nostra esperienza quotidiana. Quando studenti italiani e scozzesi progettano insieme un'attività, quando ragazzi che vivono in contesti profondamente differenti condividono una domanda scientifica, oppure quando un laboratorio di elettronica diventa un'occasione per riflettere sulla tutela degli oceani, la formazione tecnologica si arricchisce di una dimensione umana.
Non si tratta di considerare queste opportunità come semplici riconoscimenti da aggiungere a un elenco, ma come occasioni per costruire relazioni durature e contribuire, nel nostro piccolo, a una cultura scientifica più aperta e inclusiva.
Perché la conoscenza, quando viene condivisa, non appartiene più soltanto a chi l'ha prodotta: diventa una possibilità per tutti.
La sostenibilità ambientale e il riconoscimento europeo
Un altro importante risultato è arrivato con l'ingresso dell'IIS “Ciampini-Boccardo” nel Network of European Blue Schools, la rete europea dedicata all'educazione all'oceano.
Questo riconoscimento rappresenta un'opportunità per sviluppare ulteriormente il progetto, introducendo temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela degli ecosistemi marini e all'utilizzo responsabile delle risorse.
Conoscere il nostro pianeta significa anche comprenderne la fragilità. Le tecnologie elettroniche possono contribuire al monitoraggio dei parametri ambientali, alla raccolta di informazioni sugli ecosistemi e allo sviluppo di strumenti utili alla ricerca.
Vorremmo inoltre avvicinare gli studenti ai principi dell'economia circolare, riflettendo sul ciclo di vita dei dispositivi elettronici, sulla scelta dei materiali, sul riutilizzo dei componenti e sulla riduzione degli sprechi. Non si tratta soltanto di costruire un robot o programmare una scheda elettronica. Si tratta di imparare a progettare pensando anche alle conseguenze ambientali delle proprie scelte.
È una dimensione educativa che riteniamo essenziale per la formazione dei tecnici e dei cittadini di domani.
Dalla scienza alla cittadinanza: i riconoscimenti di ottobre
L'autunno 2026 ha portato anche importanti riconoscimenti al percorso intrapreso. L'esperienza Touching the Sky è stata raccontata sul blog europeo Scientix, attraverso un articolo dedicato al valore della partecipazione degli studenti e della collaborazione internazionale.
Il 27 ottobre, a Roma, il progetto ha ricevuto il Premio Speciale per la Cittadinanza Digitale nell'ambito del 54° Concorso Nazionale EIP Italia – Scuola Strumento di Pace. Una delegazione composta da sei studenti e due docenti ha partecipato alla cerimonia presso la Biblioteca Nazionale Centrale. Nel corso della giornata, due studenti hanno raccontato l'esperienza ai microfoni di RaiNews.
Nel pomeriggio, la delegazione è stata accolta al Senato della Repubblica, dove ha avuto l'opportunità di assistere ai lavori dell'Assemblea. È stata un'esperienza di grande valore umano ed educativo. Il riconoscimento ha dato visibilità a un'idea di scuola nella quale le competenze tecnologiche si accompagnano alla responsabilità, alla collaborazione e al dialogo tra culture differenti.
Una scuola che continua a interrogarsi
Quando penso a ciò che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, il ricordo più importante non è soltanto l'immagine del pallone che si allontana nel cielo, né il dato dei 30.193 metri raggiunti.
Penso soprattutto agli studenti, alla loro curiosità, alle domande poste durante gli incontri, alle difficoltà affrontate nei laboratori e alla soddisfazione di vedere un'idea trasformarsi in qualcosa di reale. La scuola dovrebbe poter offrire sempre più spesso esperienze di questo genere: occasioni nelle quali i ragazzi non siano semplici spettatori, ma protagonisti di un processo di scoperta.
La comunità dei radioamatori, con la propria tradizione di sperimentazione, condivisione delle conoscenze e passione per le tecnologie di comunicazione, rappresenta un esempio significativo di come la curiosità scientifica possa accompagnare una persona per tutta la vita. È anche per questo che raccontare il nostro percorso attraverso La Radio nelle Scuole 4.0 assume un significato particolare: condividere ciò che abbiamo imparato e, magari, aprire la strada a nuovi incontri e collaborazioni.
Le opportunità offerte dalle reti europee e dalle iniziative UNESCO ci ricordano inoltre che l'educazione scientifica può contribuire a costruire ponti tra persone, Paesi e culture. Il viaggio della sonda Da Vinci Caelum si è concluso il 26 maggio 2026.
Quello di Generation STEM, invece, continua. Dalla stratosfera agli abissi oceanici, cambieranno gli strumenti, le sfide e gli ambienti da esplorare. Rimarrà invariata la convinzione che ci accompagna fin dall'inizio: la scienza può diventare uno straordinario strumento di conoscenza, collaborazione e crescita umana.
Perché il risultato più importante non è soltanto quanto in alto siamo riusciti ad arrivare, ma quante nuove possibilità siamo riusciti ad aprire ai nostri studenti.
Prof. Corrado Campisi
Coordinatore del progetto internazionale Generation STEM
IIS “Ciampini-Boccardo” – Novi Ligure
Con la collaborazione delle professoresse Maria Teresa Lauria e Alessandra Plotegher, nell'ambito delle attività dell'Istituto diretto dal dirigente scolastico Mario Agostino Scarsi.















